gcsBlogNotes "Chi non trova un biografo deve inventare la propria vita da solo" (Giovanni Guareschi)+39 3356033399

Carpanelli. L’azienda e il designer, l’azienda è il designer.

Foto di Danilo Vailetti

Carpanelli di Desio è uno dei pochi casi che conosco dove il designer coincide con l’azienda, caratterizzandola e contaminandola fortemente con il proprio lavoro e la propria personalità. Qualcosa del genere doveva avvenire nelle botteghe ebaniste del passato e prima ancora nelle botteghe d’arte, dove si sarebbero formati gli artisti che sarebbero diventati poi protagonisti della storia dell’arte. Carpanelli come Maggiolini!
L’operazione è stata pensata per mettere il progettista, in questo caso Leopoldo Carpanelli (il cui padre era già un noto ebanista), prima dell’azienda, per renderla unica e riconoscibile sottolineandone il lato creativo di “ebanista/maestro d’arte”, poi responsabile di bottega. Insomma, c’era il desiderio di creare alla fine un mondo Carpanelli. Alla Carpanelli SpA, invece, è delegata la commercializzazione delle sue opere, diventate poi seriali proprio per mano di scelti, abili e ormai introvabili artigiani ebanisti.
Da qui la scelta di realizzare un catalogo prodotti che si presentasse invece come un portfolio lavori, che veicolasse sì prodotti da commercializzare, ma presentasse anche un modo aziendale e personale di essere e di pensare, offrendo prodotti così destinati a diventare oggetti da collezione prima e di antiquariato dopo. E di conseguenza una possibile forma di investimento.

Foto di Danilo Vailetti che ha sottolineato l’aspetto volutamente artistico della messinscena e styling di Tania Pozzi che, proveniente dalla tv e dal teatro, ha contribuito a rendere più personale e creativa la presentazione e rappresentazione del mondo Carpanelli e dei suoi prodotti. Fotolito e stampa La Grafica Cantù. GVG

DOMOTICA ED INCISIONE. UN RAPPORTO POSSIBILE?

STUDIO PULSANTI


PULSANTI
Un lavoro atipico per lo studio, commissionato da ESA Elettronica. Obbiettivo: creare un linguaggio ad immagini per l’utilizzo di una centralina legata alla domotica e dei relativi bottoni/pulsanti touchscreen che l’avrebbero comandata.
La nostra proposta è stata quella di pensare a bottoni legati al mondo e allo spirito dell’arredamento, in tendenza con i materiali dell’abitare, che fossero particolarmente caratterizzati rifiutando però lo stile comune dei segni utilizzati, anche per convenzione, dalla domotica. Nell’immaginario comune le radiche e i legni pregiati fanno eclusività e allora perchè non riportarli anche nel pannello e nei pulsanti?
Quindi le finiture come linguaggio… E poi perchè non legare queste agli stili dell’arredamento? Infine: perchè non realizzare per una casa classica sì bottoni classici, ma con uno spirito ironicamente classico? E non ultimo le skin, i fondi del monitor della centralina avrebbero dovuto modificarsi a seconda dell’ambiente con cui avrebbero interagito per poi animarsi: il giardino, la zona notte, il soggiorno… Un lavoretto complesso insomma!
Io mi sono occupato del progetto e dell’art direction, Roberta Borgonovo della grafica relativa ai pulsani/bottoni, mentre a Fabio Sironi sono state affidate tutte le illustrazioni.
Un discorso a parte merita Fabio.
Ho pensato a lui subito.
Mio ex compagno di liceo da anni lavora come illustratore per il Corriere della Sera e nostro collaboratore. Bravo e originale, mi sembrava avesse tra le sue corde anche il tratto, un po’ da incisione, che stavo cercando. Un’idea, magari parziale, di quello che è nato da questa collaborazione (ed è stato poi realizzato), è in questa pagina.
GVincenzo Gatti

STUDIO PER SFONDO PANNELLI INTERATTIVI

SFONDO PANNELLI INTERATTIVI